La storia
La vita
La prima sala del Museo Bernardo De Muro è dedicata agli anni trascorsi in Gallura. Nato a Tempio Pausania il 3 novembre 1881, De Muro era grande amico di Clelia Garibaldi, figlia del patriota Giuseppe Garibaldi. Tra i numerosi cimeli esposti nel museo, troviamo foto, posate e scritti personali che testimoniano questa amicizia, inclusa un’invito personale di Clelia a De Muro per partecipare a una visita alla Casa Bianca di Caprera.
Un altro legame importante nella vita di De Muro fu quello con l’etnomusicologo e compositore gallurese Gavino Gabriel, di cui sono esposte lettere di corrispondenza e un grammofono del 1930.
Il debutto di De Muro nel mondo dell’opera avvenne nel 1910, quando interpretò Turiddu in Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Uno dei suoi ruoli più celebri fu Folco in Isabeau, sempre di Mascagni, un personaggio che riecheggia la vita selvaggia e libera trascorsa in Gallura.
Gli abiti di scena originali e numerosi accessori personali, tra cui rivoltelle, coltelli e bastoni da passeggio, furono donati al museo dalla figlia Dina, che partecipò alle celebrazioni per il 130º anniversario della nascita del padre nel 2011.
Gli anni della maturità: un tenore internazionale
La seconda sala del museo racconta la fase internazionale della carriera di De Muro, iniziata nel 1913. Oltre ai costumi, le foto d’epoca documentano le sue esibizioni sui palcoscenici di tutto il mondo. Tra i ruoli più celebri spiccano quelli di Radames in Aida, Don José in Carmen e Canio in Pagliacci. Tra gli oggetti esposti ci sono anche monete, pipe, francobolli e altri oggetti raccolti durante i suoi viaggi.
Il suo debutto alla Scala nel 1912 con Folco in Isabeau di Pietro Mascagni, sotto la direzione del maestro Serafin, fu un punto di svolta nella sua carriera. Tra il 1918 e il 1925, De Muro viaggiò in Europa e Sud America, portando in scena le sue opere più famose, tra cui Il Trovatore e La Fanciulla del West.
Il suo successo negli Stati Uniti culminò con una memorabile esibizione di Aida allo Yankee Stadium di New York nel 1925, davanti a 48.000 spettatori, un evento che consolidò la sua fama a livello mondiale.
L’apice della carriera
La terza sala ospita i costumi di scena dei ruoli più celebri di De Muro. Tra questi, il costume di Radamés in Aida di Giuseppe Verdi, nei colori arancio, verde e turchese, completo di accessori. Accanto, troviamo un costume giapponese con katana e altri cimeli dell’opera Andrea Chénier di Umberto Giordano.
Un pezzo iconico del museo è anche il costume indossato per l’interpretazione di Folco in Isabeau, un ruolo che rese De Muro celebre a livello internazionale.























